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Every time I think about my home, my family and my landscapes, I can’t help thinking about the food too, with the smells, tastes and noises that come with it. Today, as a good expat, I received the life savior “mom’s box” and I don’t need to tell you guys the deliciousness that was in it! An explosion of perfumes and colors that made me want to cook so bad!

Between all the gems in the box, the shiniest was undoubtedly Italian saffron, my beloved, with its first quality pistils air dried and not toasted like they do in the East… and to me, saffron can only mean one thing before everything else: crunchy, tasty, super golden arancini!

so golden and crunchy!

Saffron is, in fact, the main ingredient in arancini and I love how it almost symbolises the point where two cultures meet, Sicily and its dominators: with a name and a shape inspired by the most classical Sicilian gift of nature, it holds the essence of this southern territory, the perfect mix of Arabic culture with the rice, french with the ragout, Spanish for the sauce and Hellenic for the cheese.

The legend says that the arancino, which is probably nowadays the quintessential Italian street food, was actually born as a sort of “container” for leftovers: everybody knows that poverty is the mother of all best inventions and the traditionally Sicilian people used to save leftover meat in a tasty and funny way, rolling it in a rice ball to make the portion somehow bigger.

Another version is that the arancino is actually born in XIII century under the reign of Frederick II of Swabia, when people needed to transport food during long trips and hunts, and they needed to do it in a practical and portable way making the breading an essential step to make everything more durable and, obviously, tastier!

But the most crucial issue about rice balls is just one: is it arancinO or arancinA? It’s a never ending debate between eastern and western Sicily, for some of them it’s a he and for the other it’s a she. And also, round or pointed? And the pointed ones, you eating starting from the top or the bottom?

our favorite version is definitely the pointed one.. and we eat from the tip!

I’m not going to solve this centennial issue, but I’m pleased to share with you my dad’s arancini recipe! And trust me guys, he’s a Sicilian DOC! He traditionally makes them with ragù filling, but you have plenty of choices! Some ideas? Butter and spinaches, salmon, mushrooms, pesto and shrimps, pistachio… you chose! Buon appetito!

classic ragù, sausage and mushrooms, radicchio and cheese… yummy!

Ingredients:
For the ragù:
• half red onion of Tropea, finely sliced
• 50g butter (never use oil!)
• 250g ground beef and pork meat
• 1 bottle of tomato sauce
• 1 bay leaf + salt&pepper
• 100g green peas
• 100g mortadella, diced
• half table spoon starch to thicken
• a sprinkle of nutmeg

For the rice:
• 100g butter (again, not oil!) + 1/2 white onion finely sliced
• 1kg arborio rice (very rich in starch and perfect for this use)
• 2lt water
• 4 spoons stock cube powder (preferably without glutamate)
• 2 bags saffron powder
• a pinch of salt

• stretched cheese to taste for the filling (something like Galbanino would be perfect!)

for the batter:
• 3 eggs
• 180g white flour

•halt liter fresh milk (or water) with a pinch of salt.

• breadcrumbs to taste for coating.

• enough frying oil to cover the arancini an fry them

 


 

Ogni qual volta mi ritrovo a pensare a casa, ai parenti e ai paesaggi che mi hanno cresciuto, inevitabilmente il pensiero va un po’ anche verso il cibo, con gli odori, i sapori e i rumori che lo accompagnano. Oggi, da buon emigrante, ho ricevuto il famoso “pacco da giù” da parte dei miei genitori ed è superfluo dire quante leccornie ci ho trovato dentro! Un tripudio di profumi e colori che hanno scatenato in me la voglia di mettermi ai fornelli per poter gustare tutto.
Tra tutte le prelibatezze contenute nel pacco, la più preziosa è sicuramente lo zafferano italiano, il mio amato, coi suoi pistilli di prima qualità essiccati e non tostati come vuole invece la tradizione orientale.. e per me zafferano vuol dire solo una cosa prima di tutto: croccanti, deliziosi e doratissimi arancini!
Lo zafferano è infatti, secondo me, l’ingrediente principe dell’Arancino a voler quasi simboleggiare l’incontro di culture diverse che l’arancino stesso racchiude in sé rappresentando uno dei primi incontri gastronomici tra la cultura sicula e tutte le sue culture dominatrici: ispirato ai più classici agrumi di Sicilia nel nome e nella forma, incarna l’essenza di questa terra del sud, la perfetta sintesi tra la cultura araba grazie al riso, quella francese per il ragù, quella spagnola per la salsa e quella ellenica per il formaggio.
La storia, o quantomeno la storia palermitana, racconta che quello che oggi è considerato uno degli street food per antonomasia, nasca invece come semplice “contenitore” per gli avanzi: si sa che la povertà aguzza l’ingegno e tradizione vuole che all’epoca gli avanzi di carne del giorno prima venissero riciclati in maniera gustosa e differente, avvolti in una palla di riso per ottimizzarne le scarse porzioni. Un’altra teoria colloca invece la nascita dell’arancino nel XIII secolo, durante la dominazione di Federico II di Svevia: al fine di poter trasportare il riso speziato durante i viaggi e le battute di caccia senza incorrere in problemi di conservazione, era fondamentale riuscire a contenerlo in maniera pratica e portatile, rendendo necessaria la panatura, che si presentò infatti come la soluzione ideale per il mantenimento della pietanza, arricchendolo anche nel gusto.
Gli aneddoti, però, sono infiniti. La parola “arancinu” compare infatti anche nel “Vocabolario Siciliano Etimologico” del 1785, ad indicare cioè il colore tipico della melarancia e a testimonianza che il nome potrebbe essere stato scelto quindi non per indicarne la forma ma bensì la colorazione.
Storica è poi la diatriba senza tempo tra Sicilia occidentale ed orientale (giusto? O è più una cosa palermo vs messina?): si declinano al maschile o al femminile? Arancine o arancini? E ancora, tondi o a punta? E quelli a punta, si mangiano da sotto o da sopra?
Non sarò di certo io a sbrogliare una questione secolare, ma con gusto condivido con voi la ricetta degli arancini di mio padre, palermitano doc! Tradizionalmente i suoi sono ripieni al ragù, ma le varianti sono infinite! Qualche esempio? Burro e spinaci, salmone, funghi, pesto e gamberetti, pistacchio… a voi la scelta, e buon appetito!

Ingredienti:
Per il ragù:
• 1/2 cipolla rossa di tropea tagliuzzata finemente
• 50 g burro (non utilizzare mai olio)
• 250 g di macinato misto maiale e manzo
• 1 bottiglia di passata di pomodoro tipo rustica 690g
• 1 foglia di alloro + sale + pepe
• 100 g di piselli (aggiunti 15 minuti prima della fine cottura)
• 100 g di mortadella tagliata a piccoli quadretti (aggiunta a fuoco spento)
• 1/2 cucchiaio di amido di mais per addensare (aggiunto a fuoco spento)
• 1 grattugiata di noce moscata (aggiunta a fuoco spento)

Ingredienti:
Per il riso:
• 100g burro (non utilizzare mai olio) + 1/2 cipolla bianca tritata finemente
• 1kg di riso della qualità ARBORIO.(perché contiene molto amido)
• 2 litri di acqua (da aggiungere in una sola volta)
• 4 cucchiaini di dado granulare tipo classico senza glutammato
• 2 bustine di zafferano
• un pizzico di sale

• q.b. formaggio a pasta filata tipo Galbanino (per il ripieno)

per la pastella:
• 3 uova intere
• 180 g farina, 1/2 litro circa di latte freddo oppure acqua, sale

per impanare:
• q.b. pangrattato

per friggere
• q.b. olio di semi di arachidi

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